Dopo la delusione del Mondiale 2019, dove la Ferrari non è mai stata realmente in corsa per vincere, la scuderia di Maranello è pronta a presentare la nuova monoposto. La vettura per il 2020 sarà perfetta per le caratteristiche di Sebastian Vettel, che spera di competere con Lewis Hamilton per la vittoria finale, ma deve stare attento al compagno di squadra Charles Leclerc.

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La Ferrari prepara la nuova monoposto per il 2020

Ferrari Vettel

La monoposto numero 5 di Sebastian Vettel

Il progetto 671 andrà incontro alle esigenze del pilota tedesco, che predilige sicuramente un asse posteriore stabile e preciso in frenata. Ma il lavoro sul carico aerodinamico e la parte relativa alla gestione delle gomme potrebbe fare comodo anche all’altro pilota della Rossa, Charles Leclerc. La nuova monoposto verrà presentata l’undici febbraio  a Reggio Emilia la nuova Ferrari 2020, ma è già oggetto di indiscrezioni, speculazioni e soffiate di ogni genere. Serve maggiore tempo ai tecnici di Maranello per capire come muoversi: servirà molto più carico verticale rispetto alla SF90, e per trovarlo non si lavorerà solo sull’aerodinamica e sul passo, ma anche sulle sospensioni, con una nuova introduzione dell’elemento idraulico. Una direzione che sembra guardare soprattutto a Sebastian Vettel e alla salvaguardia dell’investimento economico fatto su di lui, che alla fine però  potrebbe giovare anche a Charles Lecrerc.

Una delle sorprese della Ferrari di questa stagione è che le sospensioni saranno sottoposte ad una ridefinizione. Ed è in parte una sorpresa questa anche perché il Team di Maranello era, fino ad ora, l’unico top team a non servirsi di elementi di carattere idraulico. La conferma degli pneumatici Pirelli 2019 anche nel 2020 ha portato la Ferrari a fare una scelta
obbligata, visto quanto la mancata evoluzione delle sospensioni dell’ultimo biennio abbia contribuito a rendere abbastanza difficile la gestione delle gomme. Un maggior carico aerodinamico e soprattutto un sistema che renda più stabile il posteriore sembrano elementi che vanno incontro soprattutto alle esigenze tecniche di Sebastian Vettel, che proprio con il posteriore della sua vettura in questo campionato ha riscontrato diversi problemi. Non è un segreto, infatti, che il quattro volte campione del mondo preferisce un retrotreno
particolarmente attaccato all’asfalto.

E non è neanche un segreto che il pilota tedesco abbia avuto delle difficoltà nel 2019 causa le caratteristiche della SF90, particolarmente instabile in frenata e molto spesso sovrasterzante in uscita di curva. La scelta Ferrari ha comunque una logica evidente a tutti: quello su Sebastian è stato ed è un investimento oneroso molto importante e sarebbe controproducente sia per le casse sia per la sfida sportiva puntare solo su Lecrerc e lasciare al proprio destino il pilota tedesco. Stando ai primi rumors che circolano dalle parti di Maranello, i primi dati riscontrati in galleria dal vento non sarebbero del tutto soddisfacenti. Circostanza che però non preoccuperebbe del tutto i tecnici convinti di poter mettere tutti i pezzi del mosaico entro l’inizio del Mondiale 2020.
Gli sviluppi previsti nel corso della stagione saranno implementati attraverso un nuovo impianto che da Marzo in poi andrà a sostituire il simulatore utilizzato nelle ultime stagioni, aumentandone l’efficacia. Non tanto per la presunta mancata correlazione fra dati e galleria del vento, simulazioni e pista, quanto per una necessità tecnologicamente fisiologica di disporre di un sistema di ultimissima generazione. Come anticipato prima di Natale, anche a dispetto di una leadership riconosciuta, la Ferrari metterà mano anche alla power unit. Non solo con modifiche interne alle testate, ma anche a livello di airscope. La parte alta del motore endotermico prevede un diverso alloggiamento del radiatore per il raffreddamento dell’ERS in stile Honda. Il target che si vuole mandare avanti non sarebbe soltanto di tipo prestazionale, ma anche a livello di affidabilità, considerati i problemi emersi in più di un’occasione nel corso del Mondiale 2019.


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Niente Hamilton per la Ferrari, incerto il futuro di Vettel

La suggestione Lewis Hamilton, se pur vera e verificata, ha avuto vita breve. La scelta di Ferrari e Red Bull di legarsi rispettivamente a Charles Lecrerc e Max Verstappen ha tolto frecce all’arco del campione britannico che contava sulle due opzioni per avere maggiore forza contrattuale nell’eventuale rinnovo con la Mercedes che a questo punto avverrà con tutta probabilità, fino al 2022, per tre stagioni. Lewis contava di alzare il proprio ingaggio sfruttando il corteggiamento della Ferrari e l’eventuale opzione Red Bull, e dovrà “accontentarsi” del suo contratto faronico da oltre 50 milioni a stagione.

Il coltello dalla parte del manico, a questo punto non ce l’ha neanche la Mercedes, costretta a tenersi il pilota inglese visto che Verstappen non è più un obiettivo possibile per il 2020. Il mantenimento dell’attuale ingaggio, oltre che la leadership all’interno del Team, sono un naturale compromesso tra le 2 parti. Ma se comunque la parte fissa che percepirà Lewis resterà invariata, ci saranno comunque diversi bonus nel caso in cui dovesse vincere il Mondiale, visto che con un’eventuale successo affiancherebbe una leggenda come Micheal Schumacher a quota sette titoli e potrebbe così puntare a diventare il pilota più vincente di sempre in F1. Resta fortemente incerto il futuro di Sebastian Vettel chiamato a un 2020 di riscossa oltre che a decidere cosa fare dopo il prossimo Mondiale. Si è parlato di un possibile ritiro dalla F1 e di un possibile approdo in McLaren.
L’opzione Red Bull non è proponibile con Verstappen al timone e allora ecco che dalla Germania si rincorre la voce sulla possibilità di un prolungamento in Ferrari, ovviamente a determinate condizioni.

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