Per il secondo anno, Feliciano Lopez occupa il ruolo di direttore del Master 1000 di Madrid, uno degli appuntamenti più importanti sulla terra rossa per il tennis. Il torneo, che normalmente si svolge in primavera, era stato posticipato a settembre a causa della pandemia di Covid-19, ma alla fine gli organizzatori si sono dovuti arrendere. La situazione del virus in Spagna sta peggiorando, e lo svolgimento di un torneo così importante, e che coinvolge moltissime persone, era ormai impossibile. Feliciano Lopez, intervistato dal quotidiano spagnolo ABC, ha spiegato le ragioni che hanno portato gli organizzatori ad annullare il torneo. Il tennista spagnolo ha inoltre detto la sua opinione sullo svolgimento dello US Open a New York, dopo le rinunce importanti di Rafa Nadal e Roger Federer. Per concludere, Feliciano Lopez si è detto poco ottimista su una rapida ripartenza del tennis, spiegando che, senza un vaccino, sarà impossibile tornare a giocare come prima, e fissando il ritorno alla normalità almeno per il 2022.

Lopez
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Le parole di Feliciano Lopez sull’annullamento del Master 1000 di Madrid

“Abbiamo fatto tutto il possibile, ma la situazione sanitaria deve essere la priorità. Quando abbiamo deciso che il torneo si sarebbe trasferito a settembre, abbiamo avuto molti dubbi su cosa sarebbe potuto accadere durante l’estate. Avevamo intuito che con la riapertura delle attività il numero di contagi sarebbe aumentato. Ma pensavamo che si sarebbe potuto controllare e che avremmo potuto giocare. Un mese fa l’abbiamo dato per scontato. Abbiamo pensato che fosse molto ragionevole giocare con il 30% del pubblico, credevamo davvero di poterlo fare. Ma nelle ultime due settimane sono cambiate molte cose. Lo scenario di Madrid è peggiorato e non possiamo correre rischi. Non avrebbe senso, la salute dei giocatore, dei loro staff e del pubblico viene prima di tutto”

“Con la comunità di Madrid abbiamo avuto una comunicazione molto fluida e sincera, loro mi avevano già comunicato la volontà di annullare il torneo. La Comunità, voglio chiarire bene questo aspetto, ci ha aiutato in ogni momento. Quando abbiamo consegnato il protocollo, lo hanno apprezzato e ci hanno detto che tutto ciò che avevamo proposto era molto ragionevole. Quando la situazione è peggiorata, abbiamo parlato con il ministro della salute Antonio Zapatero e il suo team, e ci hanno messo di fronte alla realtà. E’ stato lì che ci siamo posti la domanda: che senso ha andare avanti visto come stanno le cose a Madrid?”


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“Non volevamo correre rischi. Nessuno nell’organizzazione voleva che si parlasse del torneo a causa di un contagio o di un focolaio, ma soprattutto nessuno voleva che le persone si trovassero in una situazione pericolosa. Non volevamo apparire sui giornali o fare notizia a causa di qualsiasi contagio, che si trattasse di giocatori, allenatori o arbitri, nè di mettere a rischio lo staff. La cosa principale è proteggere la salute di tutti”

“La situazione è stata molto sfavorevole per noi. Questo fine settimana sono stato con Ion Tiriac a Nizza e più tardi l’ho incontrato a Madrid e ha detto: ‘Senti Feli, non metteremo a rischio la salute di nessuno. Per me, è quella la priorità. Ho questa licenza da 50 anni e mi dispiace molto, ma non posso mettere a rischio la salute di nessuno’. Ovviamente ero d’accordo con lui”

Feliciano Lopez parla dello US Open e delle rinunce di alcuni big

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“US Open? Penso che negli Stati Uniti si giocherà, ma non vedo la cosa con molta chiarezza onestamente. Non è facile. E’ uno Slam e ci sono 3.000 o 4.000 persone che devono arrivare da tutto il mondo. Vediamo cosa succederà… ci sono molti giocatori che non vogliono andare, anche Rafa Nadal e Roger Federer saranno assenti, e  anche questo è un punto di vista da rispettare. Altri hanno bisogno di soldi, e ovviamente non lo dico come una critica, ma disputare uno Slam in quelle circostanze è un dramma. Capisco anche l’organizzazione, in quanto vi sono molte entrate in denaro per la televisione e altri interessi. Un major può sopravvivere con i diritti televisivi”

Quando potrà ripartire davvero il tennis?

“Non ho idea sul tempo che ci vorrà prima di disputare un torneo in condizioni normali. Non posso essere io a dirlo. Sicuramente il tennis, senza un vaccino, non è molto praticabile. Le persone si concentrano su quest’anno, ma quest’anno ormai è perso, bisogna farsene una ragione. E per quello che verrà, sarà la stessa cosa. Il tour australiano inizia il primo gennaio e siamo nella stessa situazione. Dobbiamo sopravvivere nel 2021 fino all’uscita del vaccino e nel 2022 ripristinare la normalità. Il tennis soffre molto e ci resta ancora molto tempo. Cosa faranno le persone dopo l’Australia? Vai a Rio de Janeiro? In Argentina? Ad Acapulco? A Miami a marzo? Senza vaccino la vedo davvero difficile. Il futuro è incerto, purtroppo non posso dire il contrario, e per questo ogni tentativo di ripartenza va ben accolto”

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