Mancano oramai poche settimane all’inizio del campionato 2020 di Formula 1. La febbre di vedere le monoposto darsi battaglia cresce e gli appassionati non vedono l’ora di vedere il primo GP, quello di Melbourne. Intanto bisogna accontentarsi di sensazioni, di presentazioni, di rumors.

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Il fatto più importante riguardante la F1 è rappresentato sicuramente dalle prove svoltesi nel circuito di Montmelò, Barcellona. A prendere la scena nei primi tre giorni di prove nel circuito catalano è stata senza dubbio la Mercedes.

Infatti il team anglo-tedesco ha presentato il suo nuovo gioiello munito di un dispositivo che ha lasciato tutti a bocca aperta: il DAS. Ovvero il Dual Axis Steering. E’ questo un dispositivo che Mercedes potrà utilizzare solo in questo campionato che sta per iniziare, poiché nel prossimo sarà vietato, e che gli permetterà di gestire al meglio le temperature degli pneumatici.

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F1: tutte le novità del Dual Axis Steering

Andy Green, il direttore tecnico della Racing Point ha spiegato alla perfezione le potenzialità di questo innovativo dispositivo:

“Puoi usarlo, ad esempio, per riscaldare le ruote anteriori prima del giro di qualificazione. Ciò è particolarmente vantaggioso sui circuiti in cui le gomme anteriori hanno difficoltà a ottenere la giusta temperatura. Lo stesso principio potrebbe essere applicato al termine di una fase di safety car per avere le anteriori in temperatura al restart della corsa. In gara, se le temperature dei pneumatici sono troppo alte, puoi “raddrizzare” le ruote anteriori in rettifilo in modo che si raffreddino più velocemente. Molto dipende dalla tipologia di curva che è presente dopo il rettifilo. Se è veloce, non devi preoccuparti delle temperature dei pneumatici. Le forze centrifughe riscaldano immediatamente le gomme. Quindi puoi “raddrizzare” le anteriori in rettifilo per cercare di avere qualche km/h in più sul dritto. Se invece la curva è lenta, è meglio usare la convergenza prestabilita per cercare di mantenere maggiormente in temperatura gli pneumatici anteriori”.

Seppure questa sia stata la novità più scintillante dei tre giorni di prove invernali, non è stata la sola notizia di un certo rilievo. Una tre giorni così intensa di test non poteva lasciare a bocca asciutta chi segue con entusiasmo questo sport.

I risultati dei test fin qui svolti sono estremamente interessanti e per la prima volta ci permettono di fare confronti tra le monoposto. La caratteristica più ricercata in questi primi test è senza dubbio l’affidabilità e soprattutto si è cercato di stabilire fin da subito un rapporto con le nuove monoposto.Anche in questo tipo di dati Mercedes si è dimostrata la prima della classe: nei 3 giorni ha fatto girare le due monoposto per quasi 2300 km. 229 giri di Bottas e 165 giri di Hamilton.

Fondamentalmente è come se in tre giorni avessero disputato 7 gare di F1. Nessun inciampo per le monoposto anglo-tedesche se non un piccolo problema al sistema ibrido nelle fasi finali dei test risentito dalla monoposto di Bottas.

La Ferrari invece ha messo insieme 1647 km, più di 600 km in meno di Mercedes. Qui però il chilometraggio è stato limitato dai problemi riscontrati alla power unit. Vettel ha dovuto sostituire l’unità proprio all’ultimo giorno di test. Red Bull ha effettuato quasi 2200 km senza alcun problema, ma non hanno ancora testato la nuova power unit che gli verrà fornita da Honda.


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I team hanno anche fatto delle prove con la simulazione gara il che ha dato agli esperti del settore dei primi dati, da prendere con le pinze, per fare analisi sulle forze che scenderanno in pista a breve. Il primo a fare la simulazione è stato Sainz, durante la prima giornata di test, nella seconda invece a simulare la gara sono stati Hamilton e Bottas, mentre nella terza giornata a simulare sono stati Verstappen e Ricciardo.

I dati che gli analisti stanno confrontando non sembrano definitivi ma se non altro delineano una tendenza. Il più veloce è stato comunque Lewis Hamilton che con le stesso tipo di mescola è stato più veloce di Verstappen e Bottas. Insomma per adesso la Mercedes sembra ancora la macchina da battere ma questo si sapeva già. Lewis Hamilton è ancora il più veloce di tutti e seppure gli altri team stiano lavorando molto bene, il gap non sembra del tutto coperto. Per ora.

In realtà anche la nuova W11 ha i suoi problemi ed è tutt’altro che perfetta ma sembra più avanti delle altre monoposto. Considerando che il team ha una mentalità vincente, gli altri team hanno ancora poco tempo per cercare di colmare le differenze.

La Ferrari non ha cercato la prestazione assoluta ma si sono concentrati maggiormente sul prendere confidenza con la nuova SF1000. Il team di Maranello ha voluto testare il nuovo gioiello anche con set up estremi. La SF1000 per adesso si dimostra molto simile alla SF90, in bene ed in male. Anche il sottosterzo della nuova monoposto, ad esempio, sembra lo stesso della progenitrice. A breve si faranno test più provanti e in cui si andrà maggiormente alla ricerca della prestazione e potremo avere dati più affidabili su cui basare le nostre analisi.

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