Molti tifosi di basket guardano e seguono solo il basket NBA perché lo reputano nettamente superiore agli altri. Questo non è del tutto vero, perché il basket che si gioca in Eurolega è di un livello altissimo, ma è un gioco diverso da quello americano. Per questo noi oggi andremo a vedere quali differenze ci sono tra la NBA e l’Eurolega e anche cosa fanno queste due leghe per migliorarsi a vicenda.

Eurolega – NBA: introduzione

Il basket europeo e nel caso specifico quello dell’Eurolega ha molte cose simili al basket americano, ma ha anche delle nette differenze, sia in termini di regolamento sia in termini di puro gioco e stile. Partiamo da un piccolo necessario presupposto: la stagione NBA è divisa in tre grosse fasi, la regular season, i playoff e le finals. Questa non è una semplice divisone di calendario, ma il gioco cambia in ognuna di queste tre fasi. Ovviamente non cambia il regolamento, ma l’intensità cresce via via andando. Durante la regular season, spesso, si vedono punteggi molto alti. Questo perché le difese giocano con meno forza e tenacia e anche perché, alcuni giocatori chiave, vengono risparmiate in alcune partite, in vista dei playoff, perché 82 partite sono tante e soprattutto, sono molto condensate.

Ai playoff, il discorso cambia, le difese giocano molto più chiuse e con molta più energia e in una serie al meglio delle 7 partite, si avrà una conoscenza del gioco degli avversari talmente ampia che sarà veramente difficile generare un attacco migliore di quello visto in regular season. Il discorso varia ancora nelle Finals, che si chiamano così per un evidente motivo, anche qui la serie è al meglio delle 7 partite, ma è un mini campionato assestante contro una sola squadra, con una conoscenza dell’avversario ancora più alta, dove gli aggiustamenti degli allenatori tra una partita e un’altra saranno fondamentali per la vittoria finale. Per quello non c’è da sorprenderci se un, ad esempio, Russell Westbrook non sia dominante ai playoff come in regular season, è assolutamente normale, fa parte del gioco e delle strategie difensive.

Eurolega – NBA: differenze

Il gioco in Eurolega è diverso da quello NBA anche nella “regular season”, anche se ad oggi le tendenze americane stanno entrando nel basket del vecchio continente, con un tiro da tre sempre più sfruttato, in Europa si gioca ancora molto in aerea, ricordando anche che il campo è più piccolo di quello NBA con spazi più stretti e quindi con meno spazio da difendere per i difensori, con più difficoltà per i penetratori d’eccellenza come può essere Mike James del CSKA Mosca. In Eurolega si cerca ancora la fisicità del gioco, con centri ancora alti e che siano in grado di giocare in post, mentre in NBA si cerca sempre più di abbassare i centimetri e giocare con un 4 e un 5 che siano in grado di tirare da tre e giocare in difesa, come quello che fa Marc Gasol dei Toronto Raptors.


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Ci sono poi delle differenze di puro regolamento: recentemente il regolamento FIBA si è avvicinato leggermente a quello della NBA, tutto ciò per garantire un gioco più veloce, con più possessi e più punti, tutto ciò per avere più spettacolo e quindi più tifosi che portano banalmente più denaro. Infatti, la regola dell’infrazione di passi è stata sensibilmente cambiata: ora anche in Europa è concesso l’utilizzo del “passo zero”, ovvero un passo che non verrà contato nell’infrazione, regalando più possibilità nel gioco. Va detto che in NBA l’infrazione di passi è una regola molto diversa, spesso non viene chiamata, anche in casi eclatanti, con alcune infrazioni che spesso vengono chiamate “euro step” anche quando queste non sono dei veri e propri euro step. In NBA poi, vengono chiamati molti più falli, riducendo al minimo il gioco fisico, soprattutto nella regular season, tutto questo perché, la NBA si è trasformata negli anni in una lega offensiva, un po’ come quello che sta tentando di fare la NFL (National Football League).

In Eurolega, invece, il gioco fisico esiste ancora, anche se ci si sta avvicinando sempre più alle tendenze americane. Il gioco poi dura 48 minuti divisi in 4 quarti in America, mentre in Europa sono sempre 4 quarti, ma per un totale di 40 minuti. Ma sono davvero delle differenze marginali, orami il gioco si sta spostando verso il tiro da tre punti con talenti come Stephen Curry e Damien Lillard in grado di segnare anche da quasi centrocampo, prova il tiro che fece vincere la serie a Portland contro i Thunder dello stesso Lillard. Anche in Europa ci sono atleti in grado di segnare da ovunque, abbiamo avuto l’exploit di Luka Doncic con il Real Madrid ad esempio, che però sta dimostrando di come il gioco NBA sia più adatto ai giocatori prettamente offensivi come lo sloveno.

Va detto poi, che l’NBA guarda spesso il basket europeo e l’Eurolega, con talenti che spesso si spostano da questa lega a quella americana. Di esempi ce ne sono molti come il già citato Doncic, ma anche Ricky Rubio o i nostri italiani Barniani, Gallinari e Belinelli. Non ultimo l’arrivo di Nicolò Melli ai New Orleans Pelicans, un arrivo molto diverso da quelli citati, perché l’ex giocatore dei Fenerbace arriva in NBA non via Draft, ma via free agency, dopo essersi costruito una carriera importante in Europa. Questo è un dato significativo, perché ci fa capire come la NBA non snobbi “l’altro basket”, ma lo guarda con interesse e con la possibilità di trovare giocatori per migliorarsi. Anche perché, chi gioca in Eurolega ha dei fondamentali tecnici molto superiori a i giocatori che giocano ai college americani, questo perché il gioco è nettamente superiore e la stagione da rookie dello scorso anno di Luka Doncic è una prova schiacciante.

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