L’NBA è pronta a ripartire, a luglio, sui campi del Disney World a Orlando, in Florida. Le notizie sui cestisti impegnati non sono però molto positive, dato che molti atleti hanno scelto di non partecipare, per non rischiare di venire contagiati. Alla lista degli assenti, ora si aggiungono due giocatori importanti per i Brooklyn Nets: DeAndre Jordan e Spencer Dinwiddie.
Jordan, centro dei Nets e sicuramente uno dei giocatori più importanti per la squadra, ha comunicato attraverso il suo profilo Twitter di aver fatto il tampone dopo il suo ritorno a New York, e di essere risultato positivo al Covid-19.

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DeAndre Jordan e Spencer Dinwiddie positivi al coronavirus

“Ieri sera ho scoperto di essere positivo al Covid-19. Ho fatto il tampone per il coronavirus quando sono tornato a New York e purtroppo è risultato positivo. Ovviamente a causa di tutto ciò, non potrò essere presente ad Orlando per la ripresa della stagione”
Così DeAndre Jordan ha comunicato la sua assenza dai campi di Orlando il prossimo luglio, anche se sembra che l’ex stella dei Los Angeles Clippers fosse intenzionato a rinunciare in ogni caso. Sembra che l’agente del giocatore avesse già annunciato l’intenzione di Jordan di non prendere parte alla spedizione di Orlando, a prescindere dalla positività al Covid-19, a causa dello scarso impegno con i Nets durante la stagione. Jordan è partito spesso dalla panchina, registrando solo 8,3 punti e 10 rimbalzi in 22 minuti di media a partita.


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La situazione per Spencer Dinwiddie è molto diversa. Al contrario del suo compagno di squadra, stava vivendo quella che probabilmente è la sua migliore stagione in carriera, con 20,6 punti e 6,8 assist di media a partita. Dinwiddie è risultato positivo al Coronavirus, ma nonostante questo vorrebbe comunque provare a partecipare alla ripresa del campionato, ovviamente a patto che riesca a tornare completamente in salute entro luglio. Il tempo a sua disposizione non è molto, con la prima partita in programma per il 20 luglio, ma farà di tutto per esserci e dare una mano alla sua squadra.
Per i Brooklyn Nets la situazione si preannuncia molto complicata, a causa delle molte assenze. Oltre all’assenza di DeAndre Jordan, e a quella comunque probabile di Spencer Dinwiddie, i Nets dovranno fare a meno a Orlando anche di Kyrie Irving, Kevin Durant, Nic Claxton e Wilson Chandler. La società dei Nets ha ora paura che, date le molte assenze, altri giocatori possano ritenere inutile rischiare a Orlando contro squadre che invece possono contare su tutti gli effettivi, e che decidano quindi di rimanere a casa.
I Brooklyn Nets dovranno consegnare il roster giocatori entro mercoledì, ma la situazione non sembra facile. Per sostituire Chandler è stato richiamato Justin Anderson, che aveva già firmato un contratto per 10 giorni con Brooklyn, mentre alcune voci parlano della ricerca della dirigenza dei Nets di un sostituto di DeAndre Jordan.

La decisione di Fred VanVleet

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Fred VanVleet sarà in campo ad Orlando

Tra gli indecisi c’era anche Fred VanVleet, giocatore dei Toronto Raptors campioni in carica. Il playmaker era presente ieri in un meeting e, parlando della ripresa della stagione, ha spiegato le sue difficoltà nel prendere una decisione, dovendo scegliere se tornare in campo e prendere parte alle proteste portate avanti in tutti gli Stati Uniti dal movimento “Black Lives Matter”.
Alla fine il giocatore dei Raptors ha deciso di tornare in campo, spiegando poi le sue ragioni:
“Fa schifo, il tempismo è terribile. Ma tutto il 2020 lo è stato per noi. Sappiamo tutti che la cosa giusta da fare sarebbe non giocare e prendere un’altra decisione. Sotto un punto di vista morale ha senso. Ma la vita continua. Siamo tutti ragazzi giovani, di colore, e nessuno di noi non vuole ricevere lo stipendio. Penso che quei soldi potrebbero essere usati in diversi modi”

Fred VanVleet ha poi continuato a parlare, esprimendo la sua opinione sulle proteste contro il razzismo e sul movimento “Black Lives Matter”.

Tutte queste proteste non finiranno questa estate o nei prossimi mesi. Il razzismo, l’ingiustizia sociale e la brutalità della polizia non sono cose che finiranno presto. La nostra è una lotta a lungo termine e questo è parte della mia decisione. Ma se la Lega, o gran parte della mia squadra, avesse deciso di non giocare, sarei rimasto anch’io fuori dalla ripresa. Non mi sarei nemmeno schierato per giocare. Penso che molti di noi abbiano deciso di giocare e dovremo convivere con tutto questo. Confido che il mio cuore sia nel posto giusto e che io stia facendo abbastanza per fare il cambiamento che serve a questo paese”

I Toronto Raptors, vincitori del campionato NBA nel 2019, il primo della loro storia, saranno i primi ad arrivare in Florida. La squadra inizierà la propria preparazione atletica nella palestra della Florid Gulf Coast University, in attesa della prima partita sui campi di Disney World. Nonostante tutte le precauzioni, VanVleet si era detto preoccupato per l’aumento di casi in Florida, temendo di poter contrarre il virus, anche a sua insaputa, e di poterlo portare all’interno della propria famiglia. Nonostante tutto però, alla fine il playmaker prenderà parte alla spedizione a Orlando, sperano di poter dire la sua con la maglia dei Raptors.

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