Dopo il difficile (e forzato) addio alla sua Roma, Daniele De Rossi è pronto a tornare. La parentesi con il Boca Juniors  è stata breve ma intensa, ma ora l’ex capitano giallorosso vorrebbe intraprendere la carriera da allenatore. E dove potrebbe farlo se non alla Roma? L’addio di Pallotta e l’arrivo di Friedkin potrebbe favorire il ritorno di De Rossi.

De Rossi
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De Rossi pensa al ritorno alla Roma

L’addio alla Roma non è stato facile per un giocatore importante come Daniele De Rossi. Dopo l’esperienza in Argentina con il Boca Juniors, la volontà dell’ex capitano giallorosso sarebbe quella di iniziare una nuova vita da allenatore. E da dove partire? Ovviamente dalla Roma. E’ chiaro che De Rossi non abbia nessuna voglia di scalzare dal suo ruolo Paulo Fonseca come allenatore della prima squadra, sia per una questione di esperienza sia per una questione di rispetto. Se c’è una cosa certa, è che il numero 16 non farebbe mai niente per danneggiare la società, in qualsiasi modo. Potrebbe invece partire dalle selezioni giovanili, forse già dalla primavera. Suo padre infatti, Alberto De Rossi, smetterà di allenare dopo 27 anni, per dedicarsi alla supervisione del settore giovanile, dove affiancherà Morgan De Sanctis e Bruno Conti.


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Daniele De Rossi non ha ancora avuto contatti ufficiali con Friedkin, che si appresta a diventare presidente della Roma. I contatti però ci sono stati, e sono stati anche tanti, con i dirigenti dei giallorossi e alcuni manager che dovrebbero rimanere nella società anche dopo l’acquisizione del nuovo magnate. La presenza del padre Alberto non sarebbe un problema, nonostante l’allenatore abbia in più occasioni declinato l’offerta di prendere in mano la prima squadra proprio per evitare problemi con il figlio, ma sarebbe un’aggiunta in più ad una storia affascinante. La tradizione dei De Rossi con le giovanili continuerebbe. La presidenza di Pallotta è stata spesso criticata per aver annullato completamente la “romanità”. E’ stato proprio il presidente a favorire l’addio di Francesco Totti, Daniele De Rossi e infine quello di Alessandro Florenzi. Tre giocatori che rappresentavano la passione dei tifosi giallorossi dentro e fuori dal campo. Il ritorno di De Rossi, in concomitanza con l’arrivo di un nuovo presidente, potrebbe così restituire entusiasmo ai tifosi, che stanno aspramente criticando la società.

De Rossi Roma

De Rossi saluta i tifosi dopo la sua ultima partita con la maglia della Roma

Dopo aver lasciato l’Argentina, avendo passato cinque mesi al Boca Juniors, aveva chiesto un po’ di tempo per riposarsi. Il suo obiettivo era quello di mettere da parte il mondo del calcio, ma solo per un po’, per dedicarsi alla famiglia, ed in particolare alla figlia Gaia. La famiglia sarà quindi fondamentale nelle scelte future di De Rossi. L’inizio di una carriera da allenatore non è in dubbio, ma la voglia sarebbe quella di iniziare nella sua città, potendo così rimanere vicino alle figlie. In questo momento di transizione, normale durante un cambio di presidenza, la Roma non ha ancora stabilito un organigramma preciso per la prossima stagione.

L’ex capitano sta aspettando Friedkin per capire cosa fare e come muoversi. Con Pallotta infatti, i rapporti sono molto tesi dopo l’addio forzato, e se fosse per lui un ritorno sarebbe a dir poco impossibile. Friedkin conosce bene invece il ruolo di un giocatore come De Rossi a Roma e alla Roma. Non solo per le conoscenze sul mondo del calcio, che sicuramente sono ampie, ma anche per tenere insieme lo spogliatoio in qualsiasi momento. Tant’è vero che il nuovo presidente voleva riportare a Roma non solo De Rossi, ma anche Francesco Totti. L’ex numero 10 ha però momentaneamente rifiutato, volendo concentrarsi sulla sua nuova carriera di consulente e assistente per i giocatori, con le due società da lui fondate.

Prima di iniziare la carriera da allenatore, ovviamente, De Rossi dovrà prendere il patentino. Ad aprile,  probabilmente, dovrebbe iniziare il corso a Coverciano, riservato ai campioni del mondo e a grandi ex calciatori, per l’ottenimento della licenza UEFA A. Il corso è formato da 210 ore di lezione, e sembra essere stato fatto ad hoc per Daniele De Rossi e un altro campione del mondo: Alessandro Del Piero. Con questa licenza potrà lavorare come allenatore in seconda in Serie A e in Serie B o da primo allenatore in Serie C  o in tutte le sezioni giovanili.

E’ proprio questo il ruolo che alletta di più De Rossi, che vorrebbe continuare il lavoro del padre come allenatore della Primavera giallorossa. In questo modo avrebbe il tempo per acquisire esperienza come allenatore nel settore giovanile, senza “bruciarsi” nella prima squadra. Sarebbe lo stesso percorso seguito da Simone Inzaghi, allenatore dei “cugini” della Lazio, che ha dato ottimi risultati. Allo stesso tempo avrebbe modo di coltivare i talenti giallorossi da lanciare in prima squadra. La forza, l’esperienza e il carisma di un ex giocatore come De Rossi potrebbero essere importanti per i giovani ragazzi, che oltre ad essere calciatori, spesso sono anche tifosi della squadra nella quale giocano. Seguire l’esempio di De Rossi, sicuramente, sarebbe solo che positivo.

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