Il “torneo dei maestri” che vede scendere in campo solo i primi 8 tennisti del ranking Atp si è concluso con la vittoria di Daniil Medvedev. Dopo la finale dello US Open 2019 e la vittoria del suo primo Master 1000, il russo ha confermato la sua crescita vincendo il torneo di fine stagione, in una splendida finale vinta in rimonta contro Dominic Thiem. Dopo la vittoria, Medvedev ha parlato del suo successo, dicendosi enormemente soddisfatto per aver battuto in finale un giocatore forte come Thiem. Il numero 4 al mondo ha spiegato anche la scelta di non esultare dopo una vittoria, e dei suoi desideri per il 2021.

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Le parole di Daniil Medvedev dopo la vittoria del Master

La vittoria più importante della sua carriera

“Questa è probabilmente la miglior vittoria della mia carriera. E non parlo nemmeno dell’importanza del titolo. Sono riuscito a battere Dominic che ha giocato benissimo. Ho concluso il Master da imbattuto. So di poter giocare bene ma se qualcuno me lo avesse detto ad inizio torneo non gli avrei creduto. E’ una grande iniezione di fiducia per tutti i prossimi tornei, soprattutto per gli Slam. Vincere un Master significa che sei in grado di battere tutti quelli che sono in Top 10. Per me questo è un grande risultato”

La difficile partita contro Thiem, vinta in rimonta

“Penso che Thiem abbia giocato al suo meglio. O almeno questa è stata la mia sensazione. E’ andato molto vicino a vincere il secondo set, ma io sono riuscito a rimanere mentalmente in partita. Nel terzo set avevo la sensazione che lui fosse stanco. Ha cominciato a sbagliare qualche palla in più, e correre un po’ più lento. E stancare Dominic in un match al terzo set è un grande risultato per me”

I complimenti arrivati da Davydenko

Il Master 2020 si è aperto e si è concluso esattamente come quello del 2009, ovvero con la vittoria di un tennista russo. Daniil Medvedev ha parlato con Nikolaj Davydenko, vincitore del torneo 11 anni fa, che si è complimentato con lui per la bellissima vittoria su Dominic Thiem.


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“Davydenko ha commentato questa finale per la Tv russa. Ci siamo parlati dopo la partita. Ero molto sorpreso e contento di poter parlare con lui perché è stato uno dei miei idoli. Mi ricordo quando ha vinto qui a Londra nel 2009. Giocava in maniera incredibile”

La scelta di non esultare dopo una vittoria, al contrario di tutti gli altri tennisti

Al contrario di molti colleghi, Daniil Medvedev non esulta mai dopo una vittoria. Questa cosa aveva colpito tutti quando il russo vinse il Master 1000 di Parigi Bercy, ma dopo la vittoria del “torneo dei maestri” la situazione non è cambiata. Il numero 4 del mondo ha spiegato che questa non sia altro che una sua scelta, presa dopo il torneo dello US Open 2019 (dove arrivò in finale) e dei problemi avuto con il pubblico, che spesso lo fischiava.

“E’ qualcosa che ho deciso di fare l’anno scorso. Perché ad un certo punto della loro carriera, tutti decidono di fare qualcosa di diverso, qualcosa che li distingue. Alcuni hanno la loro esultanza. Altri applaudono il pubblico. Molti tennisti fanno dei gesti con la racchetta. Agli scorsi US Open stavo avendo un rapporto difficile con il pubblico. Così ho deciso di non esultare e che quello sarebbe stato il mio modo di festeggiare da lì in avanti. Probabilmente sono il primo nel tennis. Ci sono alcuni calciatori che non festeggiano i loro goal. Io non festeggio le mie vittorie. E’ il mio tratto distintivo e mi piace”

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Se potessi esprimere tre desideri per il prossimo anno, cosa vorresti?

“I miei tre desideri per la prossima stagione? Come giocatore, la cosa che si desidera è vincere più titoli possibili. Quindi se faccio 20 tornei la prossima stagione, ne vorrei vincere 20. Non penso nessuno ce l’abbia mai fatta. Ma se mi chiedi di esprimere un desiderio per il 2020, questo è il mio desiderio. Il secondo, sempre come tennista, è rimanere in salute. Perché se non sei in salute non puoi giocare e quindi non puoi vincere le partite. Rimanere in salute è fondamentale. Penso che il motivo per il quale ora vediamo carriere molto più lunghe, con tennisti che giocano fino a 35 o addirittura 40 anni è che prendiamo molta più cura del nostro corpo. Il terzo? Ruberei il servizio a Karlovic”

Come ricorderai questo strano 2020?

“Penso che ci ricorderemo il fatto che ad un certo punto dell’anno pensavamo che la stagione fosse finita, che non ci sarebbe stato altro tennis da giocare. Fino a due settimane prima degli US Open nessuno sapeva se sarebbero davvero stati disputati. Poi è arrivata la USTA che ha messo in chiaro che il torneo si sarebbe svolto. Penso che il 2020 debba essere quindi ricordato per tutti questi grandi incontri e grandi tornei che si sono riusciti a disputare. Sappiamo che c’è ancora tanta incertezza riguardo a quello che succederà in Australia in gennaio. A maggior ragione il 2020 deve essere ricordato come un anno fantastico, anche se non poteva esserci il pubblico sugli spalti ad ogni partita, che è un vero peccato”

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