Ciro Immobile ha vissuto la sua miglior stagione in carriera. Il bomber della Lazio ha concluso il campionato con un bottino di 36 goal, che gli ha permesso di eguagliare il record di reti di Gonzalo Higuain e di vincere la classifica della Scarpa d’oro. L’attaccante campano è stato il giocatore più prolifico di tutta Europa, superando di due lunghezze Robert Lewandowski, la stella del Bayern Monaco, e mettendo fine al monopolio del titolo targato Lionel Messi, Cristiano Ronaldo e Luis Suarez, che avevano trionfato negli ultimi dieci anni. In un’intervista rilasciata in esclusiva al Corriere dello Sport, Ciro Immobile ha parlato della sua stagione. Il numero 17 biancoceleste ha ringraziato i suoi compagni per avergli permesso di realizzare il sogno della Scarpa d’oro, ma è stato anche molto critico per la gestione della Lazio post lockdown, riconoscendo i demeriti suoi e dei suoi compagni. In conclusione, Immobile ha confermato di essere ad un passo dal rinnovo con il club di Claudio Lotito, con il quale sogna di concludere la propria carriera.

Le parole di Ciro Immobile

Ciro Immobile sulla vittoria della Scarpa d’oro

“E’ stato pazzesco, non avrei mai pensato di superare giocatori ben più forti di me. Io davanti a Cristiano Ronaldo e Robert Lewandowski, se rileggo l’albo d’oro al contrario quasi non ci credo: Messi, Messi, Suarez, Cristiano Ronaldo, Cristiano Ronaldo, Messi, Messi, Cristiano Ronaldo, Messi. Ho spezzato un incantesimo, interrotto il duetto tra Messi e Ronaldo. Per questo ho ringraziato tante volte la squadra, era il minimo che potessi fare. Senza di loro non ce l’avrei mai fatta”

Nessun rimpianto per alcuni rigori lasciati ai compagni?

“No, non ho nessun rimpianto. Ho fatto quello che andava fatto. Se non mi fossi comportato così non avrei raggiunto quella cifra da record. Lo spogliatoio e i suoi equilibri prevalgono sul resto. Sono fili sottilissimi e non devono essere mai spezzati. Il calcio è un gioco collettivo, nel corso di una stagione sono tanti i momenti in cui si ha bisogno dei compagni, del passaggio in più, del pallone servito nel punto giusto e al momento giusto. Il buon gruppo ha un’ottima memoria. Lo abbiamo detto più volte, alla Lazio siamo davvero come una grande famiglia”

C’è delusione nella Lazio per le partite perse dopo il lockdown?

“Siamo consapevoli di non aver saputo trovare la forma giusta dopo il lockdown. Prima della pausa eravamo ad un solo punto dalla Juventus e, soprattutto, mentalmente eravamo a mille. Le partite le vincevamo prima ancora di giocarle. La sospensione ci ha danneggiato, è stata gestita male, pur se abbiamo tentato di fare le cose al meglio”

La Lazio è rimasta a Roma durante la quarantena, a differenza dei giocatori di Juventus ed Inter

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“Per qualcuno non è stato un bene, ammetto di averlo pensato. In particolare per gli stranieri: tre mesi lontani dalle famiglie, per combattere la solitudine condividevano il tempo, gli spazi, ma non è la stessa cosa. E’ stato difficile per loro, non penso sia difficile comprenderlo. La nostra ripartenza è stata pessima, la partita che ha provocato i guasti maggiori è stata sicuramente quella di Bergamo con l’Atalanta. L’abbiamo persa nonostante il doppio vantaggio, ci siamo ritrovati con un pugno di mosche in mano. E’ stata vissuta come la chiusura del ciclo più brillante che era cominciato proprio con la vittoria in rimonta sull’Atalanta, il 3 a 3 della svolta”

Il ricordo delle critiche di Gian Piero Gasperini a Ciro Immobile

“L’ennesima cazzata su di me. I due rigori erano netti. Gasperini deve avercela con la Lazio, noi giocatori ce lo siamo detti tante volte. Vincendo puoi andare a tre punti dalla Juventus eppure dichiari che l’unica cosa che ti interessa è finire davanti a noi. La Lazio non gli piace proprio, chissà perché. Penso che non gli sia andata giù la sconfitta nella finale di Coppa Italia dell’anno scorso”

Un pensiero su David Silva e Francesco Acerbi

“David Silva è un grande giocatore e ha grande esperienza, lo aspettiamo a braccia aperte. Non vedo l’ora che arrivi, noi prima che calciatori della Lazio siamo tifosi della Lazio. Luis Alberto e Sergej Milinkovic-Savic su tutti. Sono arrivati qui da ragazzini e sono diventati uomini, finalmente consapevoli delle loro qualità. Luis non ha margini di crescita sul piano tecnico perché nel ruolo è tra i più forti al mondo, può e deve migliorare mentalmente. Sergej invece ha una classe superiore, ha ormai una straordinaria padronanza del campo. Ma la grande sorpresa per me è Francesco Acerbi. Lo conoscevo da avversario, ma è un compagno di squadra magnifico, uno che aggiunge. E’ davvero un grande professionista, la cura che ha del fisico dovrebbe essere presa ad esempio da tutti. Non è un caso se in due anni di Lazio ha saltato solo una partita, per squalifica. Francesco è in grado di arrivare dove vuole, è un esempio per me e dovrebbe esserlo per tutti”

Ciro Immobile ad un passo dal rinnovo con la Lazio

“Sto aspettando che mi chiamino. Ho intenzione di legarmi per sempre alla Lazio”

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