Ci scommetto e vinco!“, questa è forse una delle frasi più ripetute nei centri scommesse, si tratta della convinzione dello socommettitore medio di aver avuto un’intuizione geniale, che verrà ripagata dalla vittoria della scommessa effettuata. Questi sono meccanismi ricorrenti nel gioco d’azzardo, ma che purtroppo troppo spesso sfociano in ludopatia. In questo articolo cerchiamo di capire quando la passione per le scommesse diventa ludopatia e quando forse è il caso di smetterla con la frase “Ci scommetto!”.

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Ci scommetto e vinco, un’affermazione pericolosa

Se conoscete qualcuno che ritiene di essere davvero bravo nel gioco d’azzardo, sicuramente gli avrete sentito dire molte volte la frase “Ci scommetto e vinco” o qualcosa del genere, ma poi quante volte ha davvero vinto? E soprattutto, la vincita ha coperto le spese precedenti? I dati sul gioco d’azzardo in Italia dicono di no, statitisticamente gli italiani sono in perdita nelle scommesse e i casi di ludopatia aumentano sempre di più.

In questa direzione si è mosso il Decreto Dignità, provando a combattere il fenomeno della ludopatia, ma i risultati non sono di certo stati rassicuranti, anzi. Principalmente quello che è stato fatto è semplicemente vietare le pubblicità ai bookmakers (detto in maniera piuttosto semplicistica), tuttavia questa operazione ha sortito effetti contrari e distorsivi rispetto alle intenzioni. Il risultato principale è stato quello di rendere meno chiare le pubblicità e spostare molto budget di marketing, quindi principalmente per le ads, dei bookmakers su canali illegali come gruppi Facebook o Telegram. Oltretutto, molte squadre della Serie A hanno dovuto rinunciare ad accordi di sponsorizzazione milionari con i bookmakers, di fatto regalandoli a squadre straniere. In secondo luogo, molti siti di scommesse hanno semplicemente creato dei giochi per scommettere gratuitamente o sezioni di news sui loro siti e pubblicizzano quelle, quindi l’applicazione del decreto andrebbe quantomeno rivista.

La dipendenza da gioco, altrimenti detta ludopatia, non si combatte di certo evitando la visualizzazione delle pubblicità agli scommettitori. D’altra parte, se qualcuno ha problemi con il gioco d’azzardo, di certo non ha bisogno di una pubblicità che lo convinca a giocare e a pensare “Ci scommetto e vinco!”, al massimo avrebbe bisogno di specialisti qualificati che gli possano permettere di guarire dalla dipendenza dal vizio del gioco.


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Qualcuno ha obiettato che però, grazie al decreto dignità, sarà meno semplice, per chi ancora non è affetto da gioco d’azzardo patologico, entrare in contatto con le pubblicità dei bookmakers. A questa affermazione si potrebbe rispondere che, di solito, i primi contatti con il gioco d’azzardo si hanno grazie agli amici o ai posti che si frequentano, non basta di certo una pubblicità in tv o sulla maglia di qualche squadra di calcio per spingere le persone a dire “Ci scommetto!”. Giocare d’azzardo è una passione radicata nel popolo italiano, quindi difficilmente queste operazioni potranno arginarla.

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Evitare il vizio del gioco e la ludopatia giocando responsabilmente

Invictus da sempre si fa promotore del gioco responsabile e soprattutto, nel tempo, ha attuato una politica di “educazione degli utenti” alle forme corrette di scommessa. In che modo? Semplice! Rendendo chiare le probabilità di vittoria, creando strumenti per scommettere a quota bassa e inculcando la mentalità della vincita piccola ma costante, invece che quella della grande vincita una tantum. In quest’ottica è nato il Bet System, l’unico strumento in Italia capace di creare progressioni, un sistema di scommesse che controlla le puntate con un attento money mangement.

Quindi con il gioco responsabile si combatte la dipendenza da gioco? Ovviamente no. Il gioco responsabile al massimo evita che si possa cadere nel gioco d’azzardo patologico, non si tratta quindi di una cura, ma di una prevenzione. L’unico modo per combattere il vizio del gioco è affidarsi a dei professionisti.

Il succo del nostro discorso è che con il gioco responsabile, inteso come un hobby, l’obiettivo delle scommesse non è vincere i soldi, ma divertirsi e, se possibile, vincere delle piccole somme che, nel lungo periodo, permettono allo socommettitore di togliersi qualche sfizio. In questo caso la frase “Ci scommetto e vinco!” è sinonimo di quasi certezza, perchè la quota giocata sarà bassa e quindi anche le probabilità di vittoria superiori. Inoltre, mantenendo le puntate basse, si evita quella sensazione d’ansia, tipica del gioco d’azzardo patologico che dura fino alla fine della partita. Si crea la consapevolezza nello scommettitore di non essere legato a quella singola schedina perchè la puntata è troppo alta, quindi si scommette anche a cuor leggero.

Uno dei principali fattori che trasformano il gioco d’azzardo in dipendenza da gioco è anche la voglia di rifarsi una volta persa la schedina, scatta quel meccanismo che costringe lo scommettitore a creare subito una nuova giocata (“Ci scommetto e vinco!”) per ripagare la cifra persa con la scommessa precedente, tuttavia, così facendo, si trascura la fase d’analisi e lo studio, due fattori fondamentali nelle scommesse, aumentando la probabilità di perdere la scommessa fatta.

Cos’è il gioco d’azzardo e quando diventa ludopatia

Secondo Wikipedia, la definizione di gioco d’azzardo è questa: “Il gioco d’azzardo, secondo l’ordinamento penale italiano, è una tipologia di gioco nel quale ricorre il fine di lucro e la vincita o perdita è completamente o quasi aleatoria. Esso consiste nello scommettere beni, perlopiù denaro, sull’esito di un evento futuro: per tradizione le quote si pagano in contanti. Questo evento può verificarsi nell’ambito di un gioco di società come la roulette o di una gara, come le corse dei cavalli, ma in linea di principio qualsiasi attività che presenti incertezza sul risultato finale si presta a scommesse a scopo di lucro e quindi può essere oggetto di gioco d’azzardo.

Tuttavia, questo non implica nessuna forma di dipendenza o di distorsione rispetto all’intento di divertirsi. L’aspetto negativo del gioco d’azzardo è la parte patologica, il vizio del gioco, in poche parole la ludopatia.

Ma qual è la definizione di ludopatia? Partiamo dal presupposto che ludopatia è una definizione impropria di gioco d’azzardo patologico, cioè quando la componente impulsiva del gioco prevale su quella razionale. Non a caso, si tratta di un disturbo del comportamento che rientra nella categoria diagnostica dei disturbi del controllo degli impulsi.

L’avvento del web ha sicuramente accentuato la ludopatia, le frasi come “Ci scommetto e vinco!” sono sempre più ricorrenti tra gli scommettitori. Ora non è più necessario recarsi in un centro fisico, basta scaricare un’app o accedere ad un sito di scommesse per poter puntare cifre anche molto elevate sugli eventi più disparati. L’unica cura possibile è la prevenzione e noi di Invictus ne siamo sempre più convinti, per questo portiamo avanti la nostra mission di educazione degli utenti.

A questo punto sai tutto quello che dovevi sapere sul gioco d’azzardo patologico e su come evitare la dipendenza grazie al gioco responsabile. Non ti resta quindi che sfruttare Invictus per giocare con criterio e coltivare il tuo hobby, cercando comunque di vincere delle somme che ti permettano di toglierti qualche sfizio. Iscriviti gratis!

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