Allo Staples Center si è tenuta la cerimonia in onore di Kobe Gianna Bryant, morti tragicamente in un incidente in elicottero sulle colline di Los Angeles. L’evento organizzato dalla moglie Vanessa, ha visto la commozione di oltre 20.000 persone presenti, tra cui il grande amico e mentore, Michael Jordan.

Kobe Bryant
Kobe Bryant

La cerimonia in ricordo di Kobe e Gianna Bryant

Una standing ovation per Kobe Bryant in quella che è stata la sua casa per 20 lunghi anni: lo Staples Center. La cerimonia in onore di “Black Mamba” e della figlia Gianna era stata organizzata pochi giorni dopo la sua morte dalla famiglia, e migliaia di persone si sono ritrovate davanti ai cancelli dello stadio ben prima delle 8 di mattina, l’orario di apertura al pubblico. Lunghi applausi nel momento dell’arrivo della moglie Vanessa, accompagnata dalle figlie Natalia, Bianka e Capri. La città di Los Angeles ha mostrato ancora una volta la vicinanza alla famiglia Bryant, vittima di uno scherzo del destino a dir poco crudele.

Sono state oltre 20.000 i fan accorsi alla cerimonia chiamata “A celebration of Life”, a cui sono stati dati, come ricordo, una t-shirt che raffigurava Kobe e Gianna Bryant, un programma ricco di foto e uno special ticket: Section 8, Row 24, Seat 2. Sezione, fila e posto con i tre numeri di maglia di padre e figlia, ripetuti anche nei prezzi per l’ingresso, che andavano dai 24,02 ai 224 dollari. Anche la scelta del giorno non è stata casuale, il 2/24/20.
La cerimonia si è aperta con un video dedicato a Kobe Bryant e la figlia Gianna. Poi è stata Beyoncé ad iniziare lo spettacolo cantando “XO”. “Sono qui perché amavo Kobe Bryant e la piccola Gianna, e questa era una delle sue canzoni preferite” ha dichiarato la cantante.

Sul palco è poi salito Jimmy Kimmel, una delle star televisive più note negli Stati Uniti, circondato da 33.000 rose (a simboleggiare i 33.467 punti segnati da Kobe in carriera), che ha parlato brevemente prima di lasciare spazio alla moglie Vanessa.

Salita sul palco, Vanessa Bryant è stata sommersa dagli applausi del pubblico, e ha iniziato il tanto atteso discorso per il marito e la figlia, con la voce comprensibilmente rotta dal pianto:

“Vorrei parlare sia di Kobe che di Gianna. Inizierò dalla mia bambina, Gigi. Era la mia piccola, aveva un’anima incredibilmente dolce e gentile. Era il sole. Ha rallegrato le mie giornate, mi dava il bacio della buonanotte e del buongiorno. Era il nostro pastore. Era la bambina di papà, ma so che amava molto anche la sua mamma. Era competitiva come suo padre.E Kobe era l’MVP dei papà, l’MVD (most valuable daddy). Era il mio tutto. Avrebbe potuto fare qualsiasi cosa per me. Ricordo che quando arrivavo tardi alle partite, al primo time out chiedeva alla security se fossi arrivata. Io dicevo che non avrebbe mai potuto segnare 81 punti in 10 minuti. Dio sapeva che non potevamo stare su questa terra l’uno senza l’altra. AVrebbe dovuto portarli a casa insieme. Kobe, prenditi cura della nostra piccola Gigi. Io lo farò con Nati, Bibi e Coco… possiate riposare in pace e divertirvi in paradiso fino a quando, un giorno, non ci incontreremo di nuovo. 


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Concluso lo struggente ricordo di Vanessa Bryant, è stato Michael Jordan ad aiutarla a scendere dal palco. In prima fila, oltre all’ex numero 23 dei Chicago Bulls, c’erano decine di campioni del mondo della NBA di ieri e di oggi: Jerry West, James Harden, Stephen Curry, Dwyane Wade, Shaquille O’Neal (che ha poi preso la parola), Tony Parker, Bill Russell, Kareem Abdul-Jabbar, l’ex coach Phil Jackson e il commissioner Adam Silver. Ma erano presenti anche star di Hollywood e non solo.

Diana Taurasi, “White Mamba”, una delle più grandi giocatrici di sempre, ha ricordato Gigi e Kobe, così come Sabrina Ionescu, star di Oregon, seguita da Geno Auriemma, il leggendario coach della University of Connecticut, dove sarebbe andata a studiare e a giocare Gianna, nato a Montella (Avellino).

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L’omaggio della città di Dubai a Kobe e Gianna Bryant

A salire sul palco è stato poi il campione che ha ispirato Kobe Bryant da bambino: Michael Jordan.

“Eravamo molto amici, era un vero e proprio fratello per me. Parlavamo di tutto, non solo di basket. Parlavamo di business, famiglia, vita. Era come un fratello minore. Tutti parlavano sempre del paragone tra me e lui, ma io voglio parlare solo di Kobe in questo momento. Eravamo molto vicini. Quando è morto è morta anche una parte di me”

Parlando del suo amico, Michael Jordan è scoppiato a piangere. Il rapporto tra i due fuoriclasse del basket nasce molti anni fa, quando Kobe era un bambino appassionato di NBA, che studiava continuamente le mosse e i tiri di Michael Jordan, tanto da saperle replicare quasi alla perfezione una volta diventato giocatore. Nel corso degli anni Jordan è stato un mentore per il Black Mamba, e la commozione dell’ex 23 dei Bulls era quindi inevitabile. Dopo il discorso di Michael Jordan, Christina Aguilera è salita sul palco per cantare una commovente versione dell’Ave Maria, prima di lasciare la scena alla voce narrante di Kobe e del suo “Dear Basketball”. Con questo cortometraggio, ispirato dalla lettera scritta dal fenomeno dei Lakers il giorno del ritiro, Bryant è diventato il primo atleta della storia a vincere un Premio Oscar. Un altro dei tanti record stabiliti nel corso della sua vita. La cerimonia si conclude così, con l’ennesimo applauso dei 20.000 dello Staples Center, celebrando per l’ultima volta Kobe e Gianna Bryant.

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