Anche la Bundesliga sta affrontando con tutta l’attenzione possibile il grande punto interrogativo che il Coronavirus ha diffuso in tutto il mondo, sportivo e non. L’incertezza regna sovrana a tutte le latitudini e lo sport è fermo quasi ovunque. Le preoccupazioni sono molte in particolare perché le grandi leghe sportive sono delle vere e proprie aziende che non possono permettersi di rimanere ferme a lungo.

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Le attività commerciali quando stanno ferme perdono soldi e quando perdono soldi possono davvero crearsi problemi enormi. E’ questo anche il caso delle squadre tedesche che hanno rinforzato il fermo di tutte le attività spostando in avanti al ripresa del campionato da quanto precedentemente previsto.

Bundesliga: la dichiarazione ufficiale

Il massimo campionato tedesco si è fermato già dal 12 di Marzo attraverso una dichiarazione ufficiale della Deutsche Fußball Liga che mise fine alle vari diatribe che si erano aperte a proposito del fermare o meno il campionato.

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“Alla luce della situazione della giornata odierna con le nuove infezioni da Coronavirus e i corrispondenti casi sospetti in connessione diretta con la Bundesliga e la Bundesliga 2, la DFL ha deciso in breve tempo di rinviare la 26° giornata, che doveva prendere il via oggi in entrambi i campionati. Inoltre, il comitato annuncia che l’assemblea generale dei club professionisti si riunirà il prossimo lunedì e che i match sono sospesi fino al 2 aprile, compresa la pausa per le partite tra le nazionali”. 

“Tra i motivi alla base della decisione ci sono i sospetti contagi di Coronavirus tra persone che fanno parte di alcune squadre. Dopo l’Hannover in 2.Bundesliga, l’autorità sanitaria ha prescritto la quarantena per l’intera squadra del Norimberga. L’obiettivo è terminare la stagione entro l’estate, per salvaguardare il valore sportivo e perché la fine anticipata potrebbe avere conseguenze molto gravi per alcuni club”.

Karl-Heinz Rummenigge, CEO del Bayern Monaco, è stato uno dei più accesi sostenitori sul continuare a giocare mentre Thiago Alcantara aveva definito irresponsabili i membri della DFL che tardavano a prendere una decisione chiara:

“Questa è follia. Per favore, smettetela di scherzare e tornate sulla realtà. Siamo onesti, ci sono priorità molto più importanti di qualsiasi sport”.

Adesso, a campionato fermo, la lega ha deciso di rimpolpare il periodo di stop. Se prima si era previsto una ripresa del campionato al 2 Aprile, adesso in una conference call la DFL, assieme ai club, ha deciso di spostare la data di ripresa al 30 Aprile.

Per il momento, ovviamente. La situazione viene monitorata giorno per giorno e i piani di ripresa del campionato sono continuamente reimpostati e analizzati. Le proposte sui tavoli di lavoro sono molte ma gli aggiornamenti sono davvero di ora in ora e nessuno si può prendere la responsabilità, in questo momento delicato, di fare mosse avventate. La prudenza è la regola d’oro per tutti ma senza dubbio i dirigenti di tutti i grandi club sono assorbiti dal non perdere denari, sponsorizzazioni e credibilità. Uno dei diktat fondamentali di questo difficile periodo, per i dirigenti calcistici di tutto il mondo, è quello di finire comunque i campionati. Un campionato finito darebbe comunque molta credibilità alla lega e riuscirebbe ad archiviare questo strano periodo in maniera decorosa.

Anche per la Bundesliga la principale preoccupazione è dunque quella di riuscire a concludere dignitosamente il campionato e di limitare al minimo le perdite. Per il momento l’idea, ribadita ancora nella call conference, è quella di concludere il campionato entro il 30 Giugno, disputando partite anche a porte chiuse. Nel frattempo varie squadre del massimo campionato tedesco hanno ripreso ad allenarsi, seppure osservando delle misure di sicurezza onde non diffondere il contagio. E’ il caso ad esempio del Lipsia e del Wolfburg che hanno svolto le proprie attività distribuendo i giocatori su campi ben distinti sviluppando l’allenamento senza contatti e mantenendo distanze di sicurezza. Questo però avveniva quando ancora si pensava ad un rientro al 2 Aprile.


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Altre squadre, come ad esempio il Bayern Monaco, hanno preferito utilizzare la tecnologia per continuare le proprie attività. Quindi tutta la rosa della squadra è collegata in contemporanea via internet e i preparatori atletici possono così allenare gli atleti affinché non perdano freschezza e tonicità. Il Bayern Monaco si è distinto anche per un’iniziativa davvero meritevole: i giocatori si sono auto-tagliati del 20% gli stipendi affinché il club possa sostenere le spese degli altri dipendenti.

A dire il vero a dare questo importante segnale è stato il Moenchengladbach, poi seguito dal Borussia Dortmund e dal Bayern Monaco. Ma tutta la Bundesliga sta analizzando ipotesi simili, con tagli importanti degli stipendi di giocatori e dirigenti onde andare a colmare le perdite di un’eventuale ripartenza a porte chiuse. Perché è bene ricordare che le economie dei club non mantengono solo gli stipendi faraonici dei giocatori ma ci sono centinaia di figure importanti e poco conosciute che rischiano molto più dei giocatori con questo stop. Per il momento la Deutsche Fußball Liga non ha regolamentato questo ambito e tutto ciò che sta avvenendo è nato in maniera spontanea dai club. Non è da escludere che a breve possano essere imposti dei tagli direttamente dalla DFL onde creare uno sforzo comune per la ripresa del campionato, senza affidarsi alla buona volontà dei singoli club.

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