Mentre per molti sport continua ad andare avanti la discussione sulle reali possibilità di riprendere le competizioni interrotte due mesi fa, il basket italiano ha già fatto la sua scelta.
Tutti i campionati italiani di pallacanestro sono infatti stati sospesi, vedendo l’impossibilità di riprendere a giocare in tempi adeguati. Si è preferito così dare la priorità alla prossima stagione, lasciando da parte quella 2019/2020.
In un’intervista alla Gazzetta dello sport, il patron della Reyer Venezia, Luigi Brugnaro, ha parlato della situazione attuale del basket italiano e della sua città. Brugnaro infatti, oltre ad essere proprietario della squadra, è anche il sindaco di Venezia da cinque anni.

Brugnaro
Brugnaro

 

Le parole di Luigi Brugnaro

“Siamo gli ultimi ad aver vinto un trofeo, giocheremo con la coccarda della coppa. Certo, ci manca la competizione, le pressioni, l’agonismo, la fatica e gli abbracci dopo una vittoria, gioie che solo uno sport meraviglioso come il basket può regalare. Siamo entrati nella Coppa Italia come ottavi e abbiamo compiuto un’impresa incredibile. Devo ringraziare l’allenatore De Raffaele e tutti i giocatori, sono stati grandiosi.
Siamo i campioni in carica del campionato italiano e abbiamo giocato quest’anno con il tricolore sul petto. Formalmente siamo ancora noi i campioni, ma nella prossima stagione non mi sembra giusto farlo. Lo scudetto non sarà, giustamente, assegnato ed è giusto che non venga nemmeno esposto sulle maglie della Reyer Venezia per non dimenticare tutto quello che è successo in questi mesi”


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L’impegno sociale della Reyer Venezia

“La Reyer è fiera di aiutare i nostri concittadini come e quando può. Abbiamo acquistato 600.000 mascherine dalla Cina per portarle a chi ne ha bisogno. Non siamo certo gli unici ad averlo fatto, ma devo ringraziare tutto lo staff e i giocatori che hanno aderito immediatamente all’iniziativa e hanno aiutato tutta Venezia.
La città sta vivendo un periodo particolare. Abbiamo rivisto i polpi nel Canal Grande e i delfini a largo del Lido, cose che non si vedevano da anni. E’ chiaro però che vedere una città come Venezia totalmente deserta non è bello, siamo abituati ad avere visitatori da tutto il mondo, e tutto questo sta danneggiando la nostra economia. Possiamo però sfruttare questa disgrazia per ripartire meglio di prima. Vorrei richiamare i proprietari delle case del centro per farli tornare a Venezia, dove potrebbero rivalutare le case storiche e riportarle allo splendore di una volta. In più possiamo sfruttare questo tempo per riorganizzare tutto e superare il problema del turismo selvaggio che da tempo ci affligge. Vogliamo combattere non solo il Coronavirus, ma tutti i virus del passato per riportare Venezia al suo stato migliore”

Sulla sospensione del campionato

Venezia Brugnaro

Brugnaro festeggia lo scudetto 2019

“La scelta del presidente Petrucci è stata ineccepibile. Ora poniamoci il problema di come ripartire. La Lega Basket ha un nuovo manager che sta lavorando in tal senso. Da tifoso penso che il basket debba rientrare nelle case degli italiani. Serve un grande progetto di comunicazione che racconti chi siamo, il nostro mondo, i palazzetti sempre pieni. Molta gente sottovaluta l’importanza del basket in Italia, non è certo uno sport da mettere in secondo piano.
Prima o poi dovremo ripartire, sempre che le condizioni sanitarie siano rispettate. E’ chiaro che nella pallacanestro sia quasi impossibile non toccare l’avversario. Ripartire senza tifosi è sicuramente difficile, ma probabilmente non sarà possibile fare altrimenti. E’ un peccato per noi e per loro, i veneziani amano la squadra e noi non possiamo che ringraziarli per tutto. Ci adegueremo, ma il tema è ben più ampio. Sto facendo una battaglia perché tutto venga riaperto. Se rimaniamo chiusi in casa Venezia è una città destinata a morire. Dobbiamo pensare al futuro dei nostri cittadini, dei commercianti e degli imprenditori”

Sulle difficoltà per il basket nel futuro

“Il basket andrà incontro ad una grande crisi se non verrà fatto qualcosa per evitarla. Serve prima di tutto un sistema di defiscalizzazione che riguardi non solo gli sponsor, ma anche tutte le associazioni sportive. Bisogna venire incontro a chi ha voglia di investire anche solo 200 euro nello sport. Non dobbiamo considerare solo il vertice, ma soprattutto l’attività di base che si occupa dei nostri figli, altrimenti dovrà farlo lo Stato. Il punto è: che valore diamo allo sport in termini sociali e di salute pubblica? Per me vale almeno quanto la cultura perché esso stesso è cultura”

Quale sarà il futuro della Reyer Venezia?

“Non è un tema che devo affrontare io. Il club è gestito da un trust. La Reyer fa parte del gruppo Umana e la linea che ho dato prima di passare la mano è di difenderla e consolidarla. Speriamo di partecipare alle coppe europee l’anno prossimo. Quest’anno siamo andati bene e sono sicuro che potremo dire la prossima anche in futuro. Devo ringraziare tutto il club per questi anni fantastici, hanno portato il club della squadra veramente in alto. Due scudetti, la prima Coppa Italia… tutto davvero meraviglioso”
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