Matteo Berrettini è uno dei tennisti italiani più importanti degli ultimi anni. L’attuale numero 8 nel ranking Atp, è riuscito a riportare entusiasmo nel mondo del tennis, insieme a Fabio Fognini, che in Italia veniva da stagioni deludenti, specialmente per quanto riguarda gli uomini. Grazie ad ottime prestazioni, tra cui non possiamo dimenticare la semifinale allo US Open 2019 e alla partecipazione alle Atp Finals.
Berrettini sarebbe dovuto tornare in campo in un torneo-esibizione a West Palm Beach, in Florida, ma una distorsione alla caviglia gli ha impedito, all’ultimo minuto, di partecipare. Ora il tennista italiano sta vivendo la sua quarantena proprio negli Stati Uniti, in compagnia della sua fidanzata, anche lei tennista, Ajla Tomljanovic, numero 56 nella classifica Wta.
Nel corso di un’intervista rilasciata all’Ansa, Berrettini ha parlato della situazione che sta vivendo il tennis e delle difficoltà che andranno superate per tornare alla normalità, senza nascondere una certa negatività sulla possibilità di tornare a giocare nel corso del 2020.

Berrettini
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Le parole di Berrettini

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Matteo Berrettini e Corrado Barazzutti

“In un momento come questo per noi tennisti è difficile riuscire a tenere alta la forma fisica, dato che non possiamo allenarci come prima. In una situazione del genere penso che bisogna essere davvero bravi per evitare di perdere la forma ideale, cosa davvero complicata. Sembra che il tennis possa riprendere dal 13 luglio, ma sono un po’ scettico. Sono d’accordo con quanto ha detto Rafa Nadal, sarà molto difficile riprendere a giocare nel 2020. Spero come tutti che la stagione non sia finita, ma ho davvero molti dubbi. Io sono per giocare, ma la cosa fondamentale ora è fermare questo virus e cercare di ripartire con il tennis normale. E’ la scienza che ce lo deve dire quando possiamo tornare in campo, di certo non possiamo saperlo noi. Spero che la decisione finale sia quella giusta, e che per tutti sia assicurato il massimo livello di attenzione per la sanità. 


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“Qualcuno ha parlato di una “Serie A” di tennis con solo italiani. Il tennis è un circuito internazionale e in ogni torneo ci sono centinaia di giocatori e tecnici che vengono da tutti i paesi del mondo. Certo, si potrebbe creare un torneo solo italiano, con tennisti italiani… Il campionato italiano si gioca solo in Italia, con giocatori che vivono in Italia e non dovrebbero andare all’estero. Se il calcio si chiude solo in Italia, con il Paese che sta migliorando e sta bene, con tutte le precauzioni del caso che si possono prendere, spero non ci siano altri problemi. Parlo spesso con gli altri giocatori e sento regolarmente il presidente dell’Atp Gaudenzi per discutere delle misure da prendere per superare l’emergenza. E’ molto qualificato, e poi parla italiano quindi si possono capire più cose. Sono un po’ scettico sulle misure che verranno prese. Sono regole particolari ma necessarie, anche se non le ho ancora sperimentate perché finora ho giocato solo qui in casa, non ho potuto allenarmi davvero. Certo è qualcosa di parecchio complicato e non so se in questo momento sia la cosa migliore da fare. Sono perplesso, ma è anche vero che non possiamo fare altrimenti se non rispettare queste regole.

Berrettini commenta l’idea di Djokovic per aiutare i tennisti fuori dalla top 100

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“Capisco il discorso e il pensiero di Novak Djokovic, ma io preferisco aiutare altre persone. Un ospedale, una famiglia in difficoltà, chiunque ne abbia bisogno piuttosto che un tennista. Djokovic no-vax? Io credo nella scienza, se dovesse esserci un vaccino credo di farlo, è giusto così. 

Sulla sospensione degli Internazionali d’Italia a Roma

“E’ veramente brutto non poter giocare gli Internazionali a Roma, nella mia città. Sul telefono mi sono riapparse le foto dello scorso anno: tantissimi ricordi di bellissime partite. Un colpo al cuore pensare che non si possa giocare al Foro Italico. Per me gli Internazionali sono quasi l’evento più importante della stagione. Come vedo il futuro? Qualcosa sicuramente dovrà cambiare e cambierà. Questo virus ci ha tolto tante libertà, quando potremo finalmente uscire e tornerà tutto come prima dovremo ricordarcelo”

Matteo Berrettini ha dimostrato nel corso di questa intervista tutti i suoi dubbi sulla possibilità di tornare in campo nel 2020. In effetti il mondo del tennis, che sta cercando il modo per tornare a giocare, sembra diviso e pieno di controversie. Per questo i tennisti più importanti, come Roger Federer e Novak Djokovic, stanno cercando di riportare la pace, ma i risultati ancora tardano ad arrivare. Le ipotesi portate avanti dai due tennisti infatti, hanno scatenato ulteriori polemiche. Roger Federer aveva proposto di riunire uomini e donne sotto un’unica federazione, senza più la divisione tra Atp e Wta, per poter discutere insieme dei problemi di questo sport e delle possibili risoluzioni. Molti tennisti, uomini e donne, si erano detti d’accordo con il campione svizzero, ma molti altri non sono assolutamente d’accordo.
Lo stesso si può dire dell’idea portata avanti da Novak Djokovic, ovvero quella di istituire un fondo per aiutare i tennisti fuori dalla top 100, che sicuramente non possono contare su guadagni milionari come i primi al mondo. Ogni tennista avrebbe pagato in base alla posizione in classifica, e anche qui gli stessi atleti si sono divisi tra chi è d’accordo e chi no.
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