Da giorni va avanti la discussione sul possibile taglio degli stipendi dei giocatori, per aiutare le società di Serie A fortemente colpite dal blocco delle competizioni a causa del Covid-19. I club si sono incontrati con la Lega Calcio e l’Associazione calciatori per cercare di trovare un accordo.

Lega Calcio
Lega Calcio

Lega Calcio, Associazioni calciatori e club cercano l’accordo

Le società di Serie a si sono riunite per discutere delle disposizioni governative emanate per la gestione dell’emergenza del Covid-19, che rischia di mettere in ginocchio l’Italia. La volontà di tutti i presidenti è quella di non pagare i calciatori durante questo lungo periodo di inattività. La proposta verrà discussa nei prossimi giorni con la FIGC presieduta da Gravina e con l’associazione Italiana calciatori.
Si potrebbe tagliare così lo stipendio dei calciatori nel mese di marzo (dove non si è giocato, ovviamente) e non riprendere gli allenamenti prima del 4 aprile, seguendo il decreto emanato dal Governo e dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Sono queste le due proposte principali emerse dall’assemblea informale della Lega Serie A, avvenuta ovviamente in conference call per evitare qualsiasi rischio di contagio da coronavirus.
Per quanto riguarda l’ipotesi di non procedere al pagamento degli stipendi di marzo, tutti i club di Serie A sembrano, ovviamente, completamente d’accordo. La proposta, che è una priorità assoluta e come tale viene trattata, dovrà essere discussa con il presidente della FIGC Gabriele Gravina, e con il numero uno dell’Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi.

Lega Calcio Associazione calciatori

Il presidente della FIGC Gravina

E’ probabile che nei prossimi giorni si cercherà un’intesa o una soluzione che possa accontentare tutti, per evitare discussioni esagerate in un momento difficile per tutti, dove il calcio non è sicuramente al primo posto nelle priorità del nostro paese.
Sono meno d’accordo, invece, sulla scelta della ripresa degli allenamenti dei calciatori. La decisione è quella di rimanere fermi fino al 3 aprile, ma il presidente della Lazio, Claudio Lotito, sta spingendo per tornare ad allenarsi anche prima,  e sembra che nelle ultime ore abbia convinto anche il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis.

La posizione dell’Associazione calciatori

L’associazione calciatori è pronta al dialogo sui temi economici per fare la propria parte nell’affrontare l’emergenza sulla salute, ma non transige sull’argomento salute e non vuole che si prendano decisioni affrettate. È questo il succo della lunga lettera che Damiano Tommasi ha pubblicato sul sito ufficiale dell’Aic: “Mi auguro che presto si potrà tornare a giocare perché il calcio sarà un termometro della società: quando il pallone rotolerà di nuovo, saremo quasi fuori da questo incubo – scrive il presidente Aic -. Come hanno fatto gli inglesi, trovo più corretto dire che non si riprenderà fino a una certa data, piuttosto che indicare un giorno. Questo è il momento di vivere alla giornata anche perché il dato dei decessi è agghiacciante. In Spagna il Valencia ha il 35 per cento di contagiati e questo vuol dire che il calcio deve prestare grande attenzione a quello che fa”.


Scarica l'app di Invictus per restare sempre aggiornato su tutti i pronostici, i risultati e le trattative di migliaia di squadre, campionati e sport. Clicca su Apple Store se hai un iPad o un iPhone, oppure clicca su Google Play se hai un tablet o uno smartphone Android.

invictus app store

invictus google play


Sulla ripresa immediata degli allenamenti arriva un secco no: “Chi pensa di avvantaggiarsi facendo allenare i suoi tesserati, non so cosa abbia in mente – prosegue Tommasi -. Lo dico senza voler fare polemiche perché questo non è il momento delle polemiche. Allenarsi ora, due mesi prima della ripresa del campionato, però non ha senso. Ed è pure pericoloso. In Spagna ci sono decine di giocatori positivi, mentre in Italia magari non tutti hanno fatto il test e ci sono più asintomatici di quelli che si pensa. La curva dei contagi adesso non dà tregua. Pensiamo a stare in casa. Tutti, nessuno escluso. Il rinvio dell’Europeo aiuterà e magari ci permetterà di concludere i tornei nazionali”.Da considerare ci sono anche gli effetti che il virus potrebbe avere su chi ne è stato colpito: “Siamo in contatto diretto con i calciatori contagiati e con i nostri consulenti medici. Ci stiamo ponendo il tema delle conseguenze che questo virus lascerà sui corpi dei contagiati e degli asintomatici. Non è una cosa da sottovalutare o da banalizzare, una polmonite di questo tipo”.

Riguardo i possibile taglio dei contratti, Tommasi ha ribadito che “i primi interessati alla sostenibilità del sistema calcio sono gli stessi calciatori e tutte le persone che ci lavorano. Siamo consapevoli che quello inerente i contratti sia un tema da affrontare, ma non adesso. Prima vanno quantificati i danni e questo procedimento è possibile solo quando sapremo se la stagione finirà o no. Il problema del taglio degli stipendi va posto a tempo debito. L’Aic non può imporre ai calciatori di accettare eventuali tagli – ha ricordato. Possiamo dare una linea, ma sulle rinunce decidono i singoli. Noi troviamo un’intesa sull’accordo collettivo e sul minimo federale di 30.000 euro lordi all’anno che è molto usato in Lega Pro. Non capisco che tipo di accordo ci propongono anche perché, ripeto, non siamo in grado di obbligare gli associati ad accettarlo. Siamo d’accordo con la Lega di anticipare le ferie estive e di considerare questi giorni come vacanze per ridurre le ferie a luglio. Su questo nessun problema. Sugli stipendi vedremo…”.

Segui la nostra Guida Scommesse per migliorare le tue capacità e scopri i nostri sistemi vincenti.

Lega Calcio
Lega Calcio