Nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Antonio Conte ha parlato della sua avventura all’Inter. Il tecnico nerazzurro ha spiegato la delusione avuta dall’eliminazione in Champions League, e di come affronta ogni sconfitta, oltre a lanciare qualche frecciatina verso chi vorrebbe il suo esonero. Antonio Conte ha parlato inoltre di come risponde alle critiche, secondo lui troppo frequenti, e del gap con la Juventus che sembra essere stato finalmente colmato. Oltre all’allenatore dell’Inter, anche Lautaro Martinez ha rilasciato dichiarazioni interessanti. Il Toro ha infatti detto di aver messo da parte l’idea di andare al Barcellona, per concentrarsi unicamente sulla sua esperienza con i nerazzurri.

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Le parole di Antonio Conte

Come ha vissuto l’eliminazione dalla Champions League? 

Come ho vissuto l’eliminazione dalla Champions? Un tifoso avversario avrebbe spinto perché mi cacciassero dall’Inter. Da avversario voglio ammazzare sportivamente il mio nemico: mandarmi via avrebbe facilitato gli altri. Un allenatore, quando decide di sposare un progetto è felice se ha la possibilità di lavorare a lungo nello stesso club. Se si è costretti ad andar via dopo poco c’è solo amarezza. Dare la propria impronta e restare per tanti anni è la cosa più bella. È anche più semplice lavorare dopo aver seminato bene. Mi piacerebbe ci fosse una continuità in tutto”

Qual è stata la sua sfida più grande? 

Finita la carriera da calciatore sono ripartito rimboccandomi le maniche, con l’Arezzo: il Conte giocatore aveva vinto tutto, il Conte allenatore è ripartito da zero. Mi sono messo in forte discussione. Chi ha giocato in grandi squadre pensa di poter essere un allenatore, invece è totalmente diverso. Ho avuto un percorso che mi ha portato ad arrivare al pianeta Inter molto più preparato. L’esperienza alla Juve è stata importante, ma ci sono arrivato con il bagaglio costruito precedentemente. Mi avevano sconsigliato l’Inter. Sono per le sfide e l’Inter è la più difficile della mia carriera. Ma non temo i confronti: so che nel mio campo ho da dire e tanto

Come affronta le sconfitte? 


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La sconfitta mi fa stare male, so che la vivrò solo. Non perché il mio staff o i miei amici mi lascino solo, ma vivo una sorta di solitudine interna. Sento addosso la responsabilità. Per questo non voglio viverla. Durante la partita l’idea della sconfitta mi spinge a tirare fuori le unghie per azzannare tutti

Ora qual è il gap con la Juventus? 

Il competitor, la Juve, aveva creato un solco. L’Inter da un anno e mezzo è una squadra che ambisce a vincere. Le altre stanno crescendo. Noi cresciamo utilizzando la scorciatoia del lavoro

Come risponde alle critiche 

Quando si parla di me c’è sempre un però: è bravo, però… Quel però mi stimola. Ho studiato tanto calcio e quando sento dire che non si inventa nulla credo sia una bugia, detta ad arte da chi non vuole mettersi in gioco. Il calcio è la mia passione, mi piace vedere le partite di allenatori che hanno un’idea. La cosa bella tante volte è rubare un’idea, tanti hanno preso da me. Quando rubi cerchi anche di farla tua quell’idea, la costruisci a immagine e somiglianza

Lautaro Martinez giura fedeltà all’Inter

Juventus Milan Inter

 

È vero, si stava lavorando con il Barcellona, la strada era quella, poi non so dire quanto sono arrivato vicino a quel club. Ma con Conte fui molto chiaro. Gli dissi: ‘La mia testa è qui, è una promessa, non mi faccio condizionare. Ma tanto ora è il passato, rinnovo con l’Inter. Quando ci sarà l’annuncio? Non so, troveranno il momento per l’ufficialità, io intanto gioco. Ma il mio futuro è qui, mi vedo a Milano per lungo tempo. Di questa città mi piace tutto: il cibo, il rapporto con i tifosi, la squadra, solo sensazioni positive”

Che impatto ha avuto Antonio Conte sulla tua carriera?

Ha cambiato la mia testa. Un giorno mi ha chiuso nel suo ufficio e abbiamo parlato per un po’, di tutto. Da quel momento ho fatto uno step, la mia carriera è cambiata. Nella fase di non possesso palla ho imparato a riconoscere le situazioni, a leggere bene e prima il gioco, mettendo attenzione anche quando il pallone ce l’hanno gli altri

L’Inter è la favorita per lo scudetto? 

Noi favoriti? Non è una parola che mi piace, ma certamente questo primo posto regala sensazioni positive. Lavoriamo per portare e lasciare l’Inter più in alto possibile”

Il feeling con Romelu Lukaku 

Il segreto è avere avuto un’infanzia molto simile, difficile. Abbiamo sempre saputo che per arrivare avremmo dovuto fare più degli altri, meglio degli altri. E questa cosa ce la portiamo in campo

Quali sono le tue ambizioni personali? 

Io voglio un giorno essere lassù, tra i top d’Europa. Dentro me stesso il pensiero è sempre stato quello di arrivare, di non restare fermo. Ma ho una sola via: lavorare e migliorare

Vuoi fare una promessa in caso di scudetto? 

Un tatuaggio, per il mio primo trofeo: è una buona idea

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