Antonio Conte può essere soddisfatto della prestazione della sua Inter, che contro il Bologna ha trovato altri tre punti importanti. Grazie alla rete di Romelu Lukaku e alla doppietta di Hakimi, i nerazzurri sono rimasti sotto al Milan, in attesa che i rossoneri giochino questa sera contro la Sampdoria. Dopo il match Conte ha parlato in conferenza stampa, dicendosi soddisfatto della prestazione della sua squadra, specialmente per la crescita di Lukaku e Hakimi. Il tecnico ha anche minimizzato il “caso Eriksen”, anche questa volta entrato a soli tre minuti dal termine della partita.

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Le parole di Antonio Conte

“Il goal del Bologna è arrivato in maniera inaspettata: potevamo e dovevamo fare meglio. A volte abbiamo riaperto partite che stavamo dominando, e venivamo da una cattiva esperienza proprio con loro a luglio. Oggi eravamo determinati, attenti. I ragazzi sanno che devono tenere la soglia di attenzione sempre molto alta, perché in questo modo è difficile giocare contro di noi. Ma se molliamo un attimo, concediamo”

Nelle ultime partite l’Inter sembra aspettare di più l’avversario. E’ così?

“A differenza degli altri Paesi, in Italia si gioca un calcio molto tattico. Abbiamo provato, anche oggi abbiamo alternato momenti di pressione alta e di aggressione sulla palla. Stiamo lavorando bene, cercando proprio questo tipo di equilibrio. La pressione molto alta dava dei frutti visti i risultati dell’anno passato, ma al tempo stesso gli avversari ti studiano ed è inevitabile concedere qualcosa in più con quel tipo di pressione. AL cosa migliore è essere equilibrati, corti in entrambe le fasi. Ci stiamo lavorando e penso che siamo più compatti, più sicuri. Fermo restando che tutto quello fatto precedentemente è anche un bagaglio quando devi poi forzare le partite”


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Lukaku può migliorare ancora le sue prestazioni? 

“Secondo me sì. Io l’avevo definito un diamante grezzo quando era arrivato qui. Era arrivato dove era arrivato solo per qualità sue, mentre lavorandoci può diventare uno dei più forti al mondo. È sula buona strada, lui ha tutto: qualità fisiche, ha gamba a campo aperto. Tutto. Un giocatore di football americano. Ho insistito tanto, non solo all’Inter ma anche in precedenza. Da questo punto di vista è unico. E poi è umile, lavora tanto. Sono contento di lui, come di Lautaro e di Sanchez. Alexis deve ancora essere più decisivo, fare qualche gol in più, però non dimentichiamo che viene da 2 anni di inattività, ora sta riprendendo confidenza con il campo e mi permette anche di alternare. E poi quando entra a partita in corso può risultare decisivo”

La grande prestazione di Hakimi 

“Parliamo di un ragazzo che ha 20 anni, che ha fatto solo due esperienze. Ripeto: in Bundesliga si gioca un calcio meno tattico, ti studiano meno. Hakimi sta lavorando, ha capito anche un po’ la differenza di giocare qui in Italia. Lui deve lavorare, ha ampi margini di miglioramento ed è nella squadra giusta con l’allenatore giusto. Può diventare uno specialista in quel ruolo, uno dei più forti. Ma ribadisco: deve lavorare tanto. Queste prestazioni aumentano la fiducia come qualche errore in passato aveva fatto andare giù l’autostima”

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Il rapporto con Eriksen

“Un buonissimo rapporto, come con tutti. E non mi stanco di ripetere: tutto quello che faccio, è per il bene dell’Inter. Quando scelgo un giocatore, l’ultima cosa che guardo è la testa, chi è: faccio la valutazione dalla punta dei piedi al collo. Christian si sta impegnando ed è a disposizione”

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Le difficoltà in attacco nel primo tempo 

“Oggi non siamo stati i soliti, io non sono stato chiaro. Ho cambiato modulo per un motivo: in avanti avevo solo un cambio offensivo, Vignato, che gioca meglio a sinistra che a destra. Ho cercato di cambiare modulo e di mettere i due attaccanti, Barrow e Palacio, e un difensore più. Forse il cambio è stato recepito male. Siamo venuti a giocare per vincere: nel primo tempo non abbiamo fatto nulla, ma neanche loro, poi però i gol ci hanno tagliato le gambe. Abbiamo fatto quello che abbiamo potuto, ho messo tre ragazzi della Primavera e giocavamo contro l’Inter, non contro una rappresentativa. Era difficile. Mi aspettavo che fossimo più aggressivi”

Il Bologna sembrava poco aggressivo; è stata una scelta? 

“No, la nostra scelta è sempre di pressare alto. Abbiamo cambiato modulo, ma non dovevamo cambiare la mentalità: con il difensore in più hanno pensato di attendere. Al secondo tempo abbiamo fatto meglio, ma dispiace. Il cambio di modulo è solo perché non ho giocatori offensivi. Vignato a destra dà il 40% in meno, partendo con lui avrei messo in campo subito tutte le forze offensive e non potevo. Sono contento per i ragazzi della Primavera, ma venire così a Milano non è facile per fare risultato. Non sono queste le partite da vincere, ma mi aspettavo più aggressività nel primo tempo. Non siamo stati aggressivi”

Questo modulo potrà essere usato anche in futuro?

“I moduli sono per voi giornalisti, questi giochetti con i numeri. L’importante è la mentalità: se non hai quella giusta e il coraggio, puoi fare qualsiasi modulo. E non c’è quello che ti fa vincere, anche se alcuni fanno rendere la meglio certi giocatori. Oggi non siamo stati aggressivi, eravamo poco convinti e forse è stato per il cambio di modulo e per il difensore in più. Non siamo venuti per difendere lo 0-0, con l’Inter abbiamo vinto due volte e oggi non mi è piaciuto”

La “talpa” nel Bologna è stata trovata? 

“No, si sarebbe saputo. Sarebbe rimasto a casa, nascosto… siamo ancora in fase di indagine”

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